Henry Corbin (1903-1978), orientalista e filosofo, è uno dei
più grandi pensatori del XX secolo. Allievo di Etienne Gilson e di Louis
Massignon, a cui succede alla cattedra di Studi dell’Islam dell’Ecole
Pratique des Hautes Etudes della Sorbonne, fu anche uno dei pilastri
fondamentali, con, tra gli altri, C. G. Jung e M. Elide, del circolo
Eranos dal 1949 al 1977, direttore del Dipartimento di Iranologia
dell’Istituto Franco-Iraniano di Teheran dal 1946 al 1970, professore
per più di trent’anni all’Università di Teheran e membro
fondatore dell’Université de Saint-Jean de Jerusalem.
Henry Corbin ha rivelato all’occidente l’esistenza
di un modo fino ad allora completamente sconosciuto: la profonda spiritualità
dei grandi mistici sciiti e la filosofia sviluppata nell’oriente
musulmano, in particolare in Iran, dopo la morte di Averroé. La sua
opera, centrata sulla conoscenza e la spiritualità islamica, ma sviluppata
nel contesto delle tre grandi religioni del monoteismo, comprende un
numero considerabile di studi sui riti, così come sulle traduzioni e
le edizioni degli antichi testi inediti, arabi e persiani, che recuperò
egli stesso, pazientemente, nelle biblioteche di Turchia e dell’Iran.
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Ricordi
d’infanzia di Henry e Stella Corbin
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Estratti
da una lettera di Stella Corbin – Teheran, 22 settembre 1945
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Conversazione
con lo Shah – 8 marzo 1947
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Incontri
con André Malraux – dal 1928 al 1964
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Mémoire
di DEA di Storia della Filosofia: Lo sviluppo della riflessione di Henry
Corbin durante gli anni Trenta (Testo Integrale). Lavoro presentato
da Maria Soster, Anno Accademico 2001/2002
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Da
Heidegger a Sohravardi. Conversazione con Philippe Nemo
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