{"id":3250,"date":"2015-06-27T06:14:12","date_gmt":"2015-06-27T04:14:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www2.amiscorbin.com\/?page_id=3250"},"modified":"2015-06-27T06:14:12","modified_gmt":"2015-06-27T04:14:12","slug":"angeli-e-spiriti-mediatori","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.amiscorbin.com\/it\/angeli-e-spiriti-mediatori\/","title":{"rendered":"Angeli e spiriti mediatori"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><span>ANGES ET ESPRITS M\u00c9DIATEURS - revue connaissances des religions<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><b><strong><span>ANGELI E SPIRITI MEDIATORI<\/span><\/strong><\/b><\/p>\n<ul>\n<li><a href=\"#Editorial\"><span>Editoriale<\/span><\/a><\/li>\n<li><span>Jean Moncelon\u00a0<a href=\"#Moncelon\"><em>La fede di Henry Corbin \u201cTerra-Angelo-Donna\u201d<\/em><\/a><\/span><\/li>\n<li><span>Jacques Bonnet\u00a0<em>Gli angeli nella tradizione profetica ebraica e guidaico-cristiana<\/em><\/span><\/li>\n<li><span>Fr\u00e9dr\u00e9rick Tristan\u00a0<a href=\"#Tristan\"><em>L\u2019angelo guardiano delle porte e le sette dimore<\/em><\/a><\/span><\/li>\n<li><span>Michel Fromaget\u00a0 \u00ab\u00a0<em>E in mezzo al fuoco una forma di quattro viventi\u00a0\u00bb<\/em><\/span><\/li>\n<li><span>Andr\u00e9i Plesu\u00a0\u00a0<em>Sugli angeli e sull\u2019uomo universale<\/em><\/span><\/li>\n<li><span>Philippe Faure\u00a0<a href=\"#Faure\"><em>Gli angeli nel mondo immaginale cristiano e medioevale<\/em><\/a><\/span><\/li>\n<li><span>Tiziana Suarez-Nani\u00a0\u00a0<em>Gli angeli e la cosmologia nel Medioevo<\/em><\/span><\/li>\n<li><span>St\u00e9phane Duclos\u00a0<em>La caduta degli angeli ovvero la storia del diavolo<\/em><\/span><\/li>\n<li><span>Philippe Faure\u00a0<em>La devozione all\u2019angelo guardiano. Traduzione e presentazione di testi spirituali inediti<\/em><\/span><\/li>\n<li><span>Pierre Lory\u00a0<a href=\"#Lory\"><em>Gli angeli nell\u2019islam<\/em><\/a><\/span><\/li>\n<li><span>Sohravard\u00ee\u00a0<em>Strofe liturgiche e orazioni divine<\/em><\/span><\/li>\n<li><span>Amira El-Zein\u00a0\u00a0<em>Umani e jinn nell\u2019islam. Somiglianze e differenze<\/em><\/span><\/li>\n<li><span>Renaud Fabbri\u00a0<em>Rinascere in altri mondi<\/em><\/span><\/li>\n<li><span>Patrick Laude\u00a0<em>La dimensione eliatica del messaggio di Louis Massignon<\/em><\/span><\/li>\n<li><span>Fabrice Midal\u00a0<em>Gli spiriti mediatori del buddismo<\/em><\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p><em><span>\u00a0<\/span><\/em><\/p>\n<p><span>EDITORIALE<\/span><\/p>\n<p><span>\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span>Nell\u2019ultimo decennio del XX secolo, il paesaggio culturale francofono si \u00e8 visto protagonista di un notevole aumento di pubblicazioni riguardanti gli angeli. Si trattava, per una larga parte, dell\u2019effetto di una moda editoriale d\u2019oltreoceano, portata dalla corrente della \u201cNew Age\u201d, movimento sincretico e neospiritualista che si riteneva rispondesse alle aspirazioni di un\u2019umanit\u00e0 in cammino verso la famosa \u201cera dell\u2019Acquario\u201d, terra promessa di una nuova et\u00e0 dell\u2019oro. Tra racconti di apparizioni celesti in punto di morte, rituali d\u2019invocazione dei nomi ebraici degli angeli, manuali neo-cabalistici con la pretesa di portare ad una migliore conoscenza di s\u00e9 e dell\u2019avvenire, e confessioni del tipo \u201cil mio angelo guardiano esiste, io l\u2019ho incontrato\u201d, il lettore non sapeva pi\u00f9 come orientarsi. Si era arrivati fino al punto di proporre cicli di conferenze: \u201ccome portarsi al livello del proprio angelo\u2026\u201d, o di seminari che si riteneva permettessero al quadro stressato di dialogare con il proprio angelo, e di seguire i suoi giudizievoli consigli\u2026 al fine di \u201cottimizzare la propria forma\u201d, senza alcun dubbio per la pi\u00f9 grande felicit\u00e0 dell\u2019impresa. Come sempre, quando nasce un neo-spiritualismo, tutto si riveste di colori angelici\u00a0: la ricerca di poteri magici ed occulti, l\u2019astrologia attraverso gli angeli planetari, il simbolismo dei colori, le medicine dolci, ecc. Il successo di questa moda fu tale che gli angeli sono stati utilizzati per molti anni come materiale per la letteratura, il cinema, la pubblicit\u00e0, l\u2019alta moda o l\u2019industria del profumo, invadendo i manifesti pubblicitari e le pagine dei giornali. Che cosa resta di tutto questo? Non molto, grazie a Dio, com\u2019\u00e8 vero che quanto \u00e8 sincretico e composito non pu\u00f2 durare e che ogni tipo di bricolage intellettuale ha in se stesso la propria fine.<\/span><\/p>\n<p><span>Rimane il fatto che l\u2019 \u201cangelofilia\u201d della fine del XX secolo sia stato un fenomeno socioculturale singolare, che rinvia alla nostalgia e alle attese dell\u2019uomo contemporaneo, perduto in un universo che sta lasciando ed un altro che non c\u2019\u00e8 ancora: nostalgia di un universo spirituale popolato di creature luminose, pure e buone, nostalgia di un mondo \u201cincantato\u201d, disseminato di Assoluto; attesa di figure mediatrici capaci di elevare l\u2019anima, di venirle in aiuto, di liberarla dalle tenebre di questo mondo, di guidarla sul cammino della conoscenza e, all\u2019occorrenza, di intercedere in suo favore. Gli angeli hanno spesso preso il posto di un Dio dato per morto o per scomparso, un Dio la cui immagine si \u00e8 confusa e di cui non si sa pi\u00f9 bene n\u00e9 chi sia n\u00e9 che cosa faccia.<\/span><\/p>\n<p><span>Infatti, questo ritorno dell\u2019angelo non ha rinviato ad alcun Dio, ad alcuna tradizione rivelata, si \u00e8 pi\u00f9 spesso presentato come assolutamente slegato dal presupposto biblico o coranico, se si esclude quanto preso a prestito dalla cabala giudaica e dalle scienze occulte. Insieme al primato accordato all\u2019esperienza dell\u2019incontro con l\u2019angelo, questo approccio \u00e8 stato rafforzato dalla fioritura di una iconografia che privilegiava l\u2019immagine greco-latina dell\u2019efebo svestito o del bimbo alato. Il vuoto dottrinale e il bricolage sincretico caratteristici \u201cdella New Age\u201d hanno fatto apparire l\u2019angelo come una forma pura, un involucro suscettibile di essere riempito con le aspirazioni ad una vita \u201caltra\u201d e ad una conoscenza spirituale. Non \u00e8 pi\u00f9\u00a0la Rivelazione\u00a0che dona a quest\u2019ultima il suo senso, ma l\u2019individuo che la costruisce a sua misura. Ne risulta una temibile ambiguit\u00e0: sulla forma angelica possono proiettarsi tanto fantasmi e volont\u00e0 di potenza quanto aspirazioni autentiche. Gli angeli sono stati a volte addirittura assimilati agli extra-terrestri o ai \u201csuperiori sconosciuti\u201d\u2026<\/span><\/p>\n<p><span>Il bisogno ben comprensibile di un mondo popolato di essere di luce, attenti all\u2019uomo, \u00e8 come l\u2019inverso positivo della bassezza delle anime, della malinconia diffusa, di un mondo contemporaneo di cui si teme confusamente la fine disastrosa. Ma l\u2019aspirazione alla vita celeste, alla protezione spirituale, alla conoscenza vera, non \u00e8 evidentemente sufficiente a restaurare una prospettiva tradizionale, e ancor meno un\u2019angelologia.<\/span><\/p>\n<p><span>\u00c8 giunto quindi il momento di riprendere in esame la figura angelica, rimettendola al suo posto, cio\u00e8 nella struttura religiosa da cui essa dipende, rivelandone le ricchezze spirituali ed i valori intellettuali. Non \u00e8 forse urgente cambiare la visione del mondo, rendere alla Realt\u00e0 tutto il suo spessore, la sua complessit\u00e0 ed il suo mistero, ricucendo i legami rotti tra l\u2019uomo ed il divino? Filosofo, orientalista, specialista delle teosofie dell\u2019islam iraniano, Henry Corbin (1903-1978), a cui il presente volume \u00e8 dedicato nel centenario della sua nascita, ha mostrato in modo magistrale la strada. Non ha mai smesso di proclamarlo con forza: non ci pu\u00f2 essere vero monoteismo senza angelologia, senza proclamazione della trascendenza divina attraverso i messaggeri celesti, senza la manifestazione di Dio in molteplici teofanie angeliche. Al contrario, sul piano antropologico, non ci pu\u00f2 essere vera conoscenza spirituale senza ascensione dell\u2019anima e incontro col proprio angelo.<\/span><\/p>\n<p><span>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Occorre parimenti sottolineare un punto essenziale: l\u2019angelologia riguarda le tre grandi religioni monoteiste; \u00e8 il terreno privilegiato di un lavoro intellettuale al servizio di un vero ecumenismo spirituale. Infatti, per il giudaismo, il cristianesimo e l\u2019islam, gli angeli formano la creazione prima, basamento intelligibile del mondo fisico e sensibile; questo mondo angelico fornisce l\u2019immagine di un universo ordinato e gerarchizzato, composto di molteplici gradi di realt\u00e0, ai quali corrispondono altrettanti stati di conoscenza. Poich\u00e9 infatti ogni angelo \u00e8 uno specchio della Divinit\u00e0, definito da ci\u00f2 che riceve della luce divina e da ci\u00f2 che ne trasmette. Questo mondo pieno di intelligenze \u00e8 intimamente legato al cosmo e di conseguenza all\u2019umanit\u00e0 che gli \u00e8 affidata.<\/span><\/p>\n<p><span>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Forma eminente di manifestazione di Dio nel giudaismo e nell\u2019islam, l\u2019angelo \u00e8 subordinato al Verbo incarnato nel cristianesimo. Annunciatore dei misteri della Rivelazione, avvicina la parola del Cristo e si mette al suo servizio. Prototipo di vita spirituale, canale di lode e di glorificazione, l\u2019essere celeste che si nutre di Dio \u00e8 il modello che gli uomini di vita contemplativa devono imitare. Iniziatore, guida, interprete delle visioni spirituali, \u00e8 il guardiano ed il servitore dell\u2019anima, da lui sostenuta nel suo combattimento quotidiano contro l\u2019Avversario, angelo che sa scomparire, una volta compiuta la sua missione, alla Presenza divina.<\/span><\/p>\n<p><span>Tuttavia le tradizioni monoteiste non hanno l\u2019esclusiva sugli esseri mediatori. Da un punto di vista storico, se l\u2019angelo \u00e8 infatti una figura semitica nella sua origine e nel suo sviluppo, non si pu\u00f2 mettere in dubbio che abbia subito l\u2019influenza di tradizioni indoeuropee, in primis persiane ed ellenistiche. Sul piano metafisico, possiamo andare ancora pi\u00f9 lontano: se l\u2019Assoluto si manifesta in molteplici figure mediatrici, queste sono necessariamente presenti dappertutto, sotto forme e nomi diversi, quale che sia la galassia spirituale in cui ci si situi o che definisca la loro natura, la loro personalit\u00e0, le loro funzioni. \u00c8 quindi legittimo accostarsi alle tradizioni orientali ed integrare a questo volume lo studio delle divinit\u00e0 del buddismo, in una prospettiva comparativa assolutamente stimolante.<\/span><\/p>\n<p><span>Contro i fondamentalismi ristretti e il neo-spiritualismo diffuso, occorre, utilmente, bere alla fonte delle grandi tradizioni e liberare la strada ad un vero ecumenismo spirituale, mostrando l\u2019importanza degli esseri mediatori e la loro fecondit\u00e0 simbolica, restaurando il legame indissolubile fra tradizione e rivelazione, tra gradi di conoscenza, livelli di realt\u00e0 e teofanie.<\/span><\/p>\n<p><span>\u00a0<\/span><span>La Direzione<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span>\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span>LA FEDE DI\u00a0HENRY CORBIN<\/span> <span>\u201cTERRA-ANGELO-DONNA\u201d<\/span><\/p>\n<p><span>Jean MONCELON<\/span><\/p>\n<p><span>\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span>La Fede\u00a0di Henry Corbin \u00e8 la fede di uno gnostico, per il quale la gnosi \u00e8 \u201cuna conoscenza salvifica di per se stessa\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span>Questa Fede \u00e8 \u201cTerra \u2013 Angelo \u2013 Donna\u201d, come scriver\u00e0 il 24 aprile 1932, sulle rive del lago di Dal\u00e9carlie: \u201cTutto questo \u00e8 una sola cosa, che io adoro, e che \u00e8 in questa foresta. Il crepuscolo sul lago, la mia Annunciazione. La montagna: una linea.\u00a0<\/span><span>Ascolta!\u00a0<\/span><span>Accade qualcosa, s\u00ec. L\u2019attesa \u00e8 immensa\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span>La Terra\u00a0di cui si parla,\u00a0la Terra\u00a0della Fede di Henry Corbin, \u00e8\u00a0la Terra\u00a0celeste, il \u201cmondo mediatore\u201d tra il Cielo ed il mondo terrestre.<\/span><\/p>\n<p><span>\u00c8 il Mondo dell\u2019Angelo.<\/span><\/p>\n<p><span>\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span>L\u2019Angelo<\/span><\/p>\n<p><span>Il giorno della morte di Henry Corbin, Mircea Eliade annotava sul suo Diario, il 7 ottobre 1978: \u201cHenry non ha sofferto. \u00c8 morto con serenit\u00e0, tanto era sicuro che il suo angelo guardiano lo stesse aspettando\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span>Certo, occorre convenire sulla natura di questo \u201cangelo guardiano\u201d, che \u00e8, per Henry Corbin, \u201cl\u2019angelo dell\u2019anima incarnata\u201d, e nella circostanza precisa della sua morte, \u201cla Figura\u00a0celeste che viene faccia a faccia con l\u2019anima all\u2019aurora della sua eternit\u00e0\u201d. Altrove, parler\u00e0 anche delle Fravartis, come di \u201cangeli guardiani\u201d. Tutto questo per\u00f2, aggiungeva, \u201ca condizione di concepire l\u2019angelo guardiano come il polo celeste, l\u2019Io celeste di un essere la cui totalit\u00e0 \u00e8 bipolare, costituisce una bi-unit\u00e0, cio\u00e8 quella di una forma terrestre e di una forma celeste che ne \u00e8 la controparte superiore\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span>Conosciamo le ammirabili pagine che ha consacrato alla figura di Da\u00ean\u00e2, \u201cl\u2019Angelo tutelare\u201d, e al suo incontro post-mortem con l\u2019anima umana.<\/span><\/p>\n<p><span>\u201cAlla domanda dell\u2019anima stupefatta, che chiede \u2018Ma chi sei?\u2019 alla fanciulla che avanza all\u2019ingresso del Ponte Chinvat e la cui bellezza risplende pi\u00f9 di ogni altra bellezza mai intravista nel mondo terrestre, essa risponde: \u2018Sono la tua propria Da\u00ean\u00e2\u2019 \u201d - ci\u00f2 che vuol dire: io sono in persona la fede che hai professato e quella che te l\u2019ha ispirata, quella per cui hai garantito e quella che ti ha guidato, quella che ti ha riconfortato e quella che ora ti giudica, poich\u00e9 io sono in persona l\u2019Immagine proposta a te stessa fin dalla nascita del tuo essere e l\u2019Immagine voluta infine da te stessa (\u2018io ero bella, tu mi hai fatto ancora pi\u00f9 bella\u2019)\u201d<a href=\"#_ftn1\"><sup><span>[1]<\/span> <\/sup><\/a>.<\/span><\/p>\n<p><span>Queste righe descrivono, in qualche modo per anticipazione, l\u2019ultima visione di Henry Corbin, nel momento in cui ha lasciato la manifestazione terrestre.<\/span><\/p>\n<p><span>Da\u00ean\u00e2 \u00e8 quindi l\u2019Angelo della Fede di Henry Corbin, e, poich\u00e9 \u00e8 anche \u201cl\u2019Idea celeste\u201d di ogni essere umano, essa appare come il segreto di Henry Corbin, come lo dir\u00e0 lui stesso, a proposito di Ibn \u2018Arab\u00ee: \u201cQuel che un essere umano raggiunge nell\u2019esperienza mistica \u00e8 il \u201cpolo celeste\u201d del suo essere, cio\u00e8 la sua persona cos\u00ec come ad essa e attraverso essa, dalle origini, nel mondo del Mistero, l\u2019Essere Divino si \u00e8 manifestato a se stesso, e ad essa si \u00e8 fatto conoscere sotto quella Forma che \u00e8, parimenti, la forma sotto la quale l\u2019Essere Divino si conosce in lei. \u00c8 l\u2019Idea, o, piuttosto, \u201cl\u2019Angelo\u201d della sua persona, il cui io presente non \u00e8 che il polo terrestre\u201d<a href=\"#_ftn2\"><sup><span>[2]<\/span> <\/sup><\/a>.<\/span><\/p>\n<p><span>\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span>L\u2019ANGELO GUARDIANO DELLE PORTE E LE SETTE DIMORE<\/span><\/p>\n<p><span>Fr\u00e9d\u00e9rick TRISTAN<\/span><\/p>\n<p><span>\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span>Il testo che segue \u00e8 la trascrizione della registrazione della conferenza che il suo autore fece in occasione del Circolo europeo d\u2019arte sacra sull\u2019Angelo, che si \u00e8 tenuto a Pont-\u00e0-Mousson nel 1981, sotto la direzione di Dominique Ponnau. Gli abbiamo lasciato il suo carattere orale.<\/span><\/p>\n<p><span>La mia comunicazione si riferisce ad un soggetto estremamente vasto. Cos\u00ec mi limiter\u00f2 a situarla sotto l\u2019angolo della tradizione ebraica, pi\u00f9 in particolare dello Zohar e del Trattato delle Dimore, anche se l\u2019angelo guardiano delle porte e la nozione delle sette dimore appartengono ad un fondo comune alle tre tradizioni di Abramo. Cercher\u00f2 di definire questa nozione di \u201cSette Dimore\u201d nella misura in cui dimore ed angeli sono qui intimamente legati.<\/span><\/p>\n<p><span>Primo chiarimento che condiziona tutti gli altri: la genesi e la creazione che, come chiunque sa, si effettua in sei tappe pi\u00f9 una: sei giorni di creazione effettiva e un giorno di riposo, lo Shabbat. Tra\u00a0<em>bereshit<\/em>, il \u201cin principio\u201d e<em>Shabbat<\/em>, quello che Dio (Elohim) crea non \u00e8 una molteplicit\u00e0 n\u00e9 una disparit\u00e0 d\u2019esseri e di cose (luce, firmamento, terra, vegetali, astri, pesci, uccelli, animali terrestri, uomo) fatto che sarebbe un indice di quantit\u00e0, quindi di eterogeneit\u00e0 e di alterit\u00e0, ma \u00e8, al contrario, un solo ed unico insieme ordinato, i cui elementi sono delle qualit\u00e0. Allo stesso modo, i sette giorni non sono delle cifre produttrici di quantit\u00e0, ma dei numeri significativi di qualit\u00e0. Non appartengono alla durata. Significano che l\u2019uomo (l\u2019uomo unico di Beriah, la creazione) \u00e8 composto di sette elementi di cui il primo \u00e8 posto sotto il segno della luce e l\u2019ultimo sotto quello dello shabbat. Questo \u00e8 d\u2019altronde formalmente precisato dalla traduzione letterale dall\u2019ebraico: \u201cFu sera, fu mattino, primo giorno\u201d (e non \u201cfu il primo giorno\u201d), \u201cFu sera, fu mattino, sesto giorno\u201d (per marcare l\u2019arrestarsi prima dello shabbat).<\/span><\/p>\n<p><span>Occorre vedere qui l\u2019unit\u00e0 assoluta della Creazione; Dio ha fatto\u00a0la Creazione\u00a0una, cosa che \u00e8 d\u2019altronde la base del monoteismo che qui si intende: un Dio, una Creazione. I sei e un giorno non designano una successione di creazioni, ma una sola Creazione di cui il numero sette \u00e8 il segno e, in qualche modo, l\u2019identit\u00e0. Perch\u00e9 sette? Il Trattato dei Palazzi, il Trattato delle Hekhalot, risponde: \u201cPerch\u00e9 Dio manifesto \u00e8 dieci, tre dimore sono segrete, sette \u00e8 la sua Creazione in gerarchia\u201d. La creazione in sette giorni significa che l\u2019unit\u00e0 creatrice e l\u2019unit\u00e0 creata, senza cadere nella dualit\u00e0, restando intimamente \u201cla stessa\u201d, ha formato in qualche modo il numero tre (l\u2019unit\u00e0 creatrice) ed il sette (l\u2019unit\u00e0 creata). I sette cieli creati sono sette soggiorni, sette dimore, sette palazzi in seno all\u2019unit\u00e0 fondamentale, e, ripetiamolo, affinch\u00e9 non si siano fraintendimenti, si tratta di sette qualit\u00e0 gerarchiche in seno all\u2019unico e allo stesso.<\/span><\/p>\n<p><span>A questi sette cieli corrispondono i sette arcangeli guardiani dei Palazzi e delle Porte.<\/span><\/p>\n<p><span>\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span>GLI ANGELI NEL MONDO IMMAGINALE CRISTIANO E MEDIOEVALE<\/span><\/p>\n<p><span>Philippe FAURE<\/span><\/p>\n<p><span>\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span>L\u2019espressione latina\u00a0<em>Mundus imaginalis<\/em>\u00a0\u00e8 stata forgiata da Henry Corbin giusto quarant\u2019anni fa, in un articolo rimasto celebre, che fu un vero e proprio manifesto in favore di un approccio nuovo alla letteratura visionaria dall\u2019Islam iraniano e ad una ermeneutica liberata dalle categorie del pensiero moderno. Corbin intendeva con questo designare un mondo, un modo d\u2019essere, un tipo di conoscenza. Tra i sensi esterni e l\u2019intelletto, \u201cl\u2019immaginazione attiva\u201d era concepita come una facolt\u00e0 cognitiva, fondatrice di una rigorosa conoscenza analogica, capace di trasmutare gli stati interiori e di riflettere sul piano dell\u2019anima le immagini spirituali scaturite dal mondo intelligibile. Il \u201cmondo immaginale\u201d \u00e8 quindi quel \u201cluogo\u201d non situabile, come in sospeso nello specchio nell\u2019anima, luogo epifanico delle immagini, in cui i corpi si fanno sottili, in cui gli archetipi prendono forma, in cui gli stati spirituali si spazializzano. I racconti visionari e di iniziazione spirituale di scritti da Sohravard\u00ee hanno offerto a Corbin un modello esemplare delle topografie spirituali dell\u2019islam iraniano.<\/span><\/p>\n<p><span>Per quanto ne sappiamo, l\u2019espressione \u201cmondo immaginale\u201d non \u00e8 stata applicata ai testi visionari medioevali. Corbin stesso non ha tuttavia esitato a prendere in esame documenti spirituali occidentali, come la letteratura del Graal o la teosofia di Swedenborg, cercando, come aveva fatto in ambito musulmano, di esplorare opere importanti ma spesso ritenute eterodosse. Ci sembra che quanto si intravede attraverso l\u2019espressione \u201cmondo immaginale\u201d riguardi anche fonti pi\u00f9 conformi all\u2019eterodossia cristiana, che si tratti di racconti o di testi agiografici. \u00c8 fuor di dubbio che la conoscenza visionaria sia stata teorizzata meno nell\u2019occidente cristiano che nell\u2019Islam e che le visioni medioevali si iscrivano in un ambito teologico ben definito. Non si pretende qui di fare degli accostamenti, di tessere delle corrispondenze tra il mondo visionario cristiano e islamico, o di stabilire se la teoria della conoscenza e lo statuto dell\u2019immagine spirituale nelle due culture siano equivalenti. A monte di tutte queste domande, si tratta semplicemente, se cos\u00ec si pu\u00f2 dire, di mostrare come in seno al cristianesimo medioevale, e al monachesimo in modo particolare, si sia potuto sviluppare un mondo dell\u2019immagine spirituale, con i suoi codici, i suoi processi, la propria logica, un mondo in cui gli angeli sono attori essenziali e i portatori di una conoscenza mistica.<\/span><\/p>\n<p><span>\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span>GLI ANGELI NELL\u2019ISLAM<\/span><\/p>\n<p><span>Pierre LORY<\/span><\/p>\n<p><span>\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span>Le questioni che riguardano gli angeli appaiono sovente come marginali, gratuite, quasi derisorie nell\u2019insieme delle riflessioni sulla religione. Parlare di \u201csesso degli angeli\u201d riporterebbe a sprofondare in speculazioni senza un reale valore, distogliendo le menti dalle prospettive di fondo dell\u2019esegesi, della metafisica o della morale. Noi pensiamo che non sia affatto vero. L\u2019opera determinante di Henry Corbin esiste per dimostrare che l\u2019angelologia si inserisce, al contrario, alle radici della questione del monoteismo. Vorremmo qui presentare qualche riflessione sui suoi sviluppi all\u2019interno del pensiero musulmano classico e in questo gli angeli, malgrado la loro apparente discrezione, rappresentano un ingranaggio essenziale dell\u2019assunzione del cosmo in Dio, termine finale di ogni creazione.<\/span><\/p>\n<p><span>Se partiamo dai testi fondatori della Tradizione musulmana \u2013 cio\u00e8 il Corano, gli insegnamenti attribuiti al Profeta, ai suoi compagni e alle prime generazioni di sapienti \u2013 noi incontriamo subito nell\u2019universo la presenza di tre comunit\u00e0 di esseri coscienti.<\/span><\/p>\n<p><span>Gli uomini ci sembrano la categoria pi\u00f9 nota \u2013 ma ci sembrano soltanto, poich\u00e9, in verit\u00e0, la loro natura ed il loro ruolo restano un mistero, ivi compreso per gli umani stessi. Una singolare missione sembra essere stata affidata ad Adamo e alla sua discendenza. Concepito come luogotenente (khal\u00eefa, califfo) di Dio sulla terra, omaggiato dalla prosternazione degli angeli, l\u2019uomo si \u00e8 ugualmente assunto la responsabilit\u00e0 di un misterioso \u201cpegno\u201d il cui tenore non \u00e8 precisato nel testo: \u201cNoi abbiamo proposto il Pegno ai Cieli e alla Terra e ai Monti, ed essi rifiutarono di portarlo e n\u2019ebber paura. Ma se ne caric\u00f2 l\u2019uomo, e l\u2019uomo \u00e8 ingiusto e d\u2019ogni legge ignaro\u201d (Corano XXXII, 72)<a href=\"#_ftn3\"><sup><span>[3]<\/span> <\/sup><\/a>. Cos\u00ec, il carattere debole e incline al peccato, che distingue gli uomini tanto dagli angeli che dagli animali, appare come correlato o controparte dell\u2019assunzione di un compito grandioso nei disegni del loro Creatore. Proprio questa ignoranza fondamentale, questa parte d\u2019ombra inclusa nella natura umana rende l\u2019uomo capace di compiere la sua missione nel mondo terrestre denso, pesante, tenebroso.<\/span><\/p>\n<p><span>I\u00a0<em>jinn<\/em>\u00a0sono menzionati pi\u00f9 volte nel Corano. Si tratta di esseri dotati di corpo sottile, ma nettamente distinti dagli angeli per il fatto che sono di fuoco (Corano XV, 27) e non di luce come questi, e perch\u00e9 abitano sulla terra e non nei cieli. Infatti, la loro condizione si avvicina a quella degli uomini, poich\u00e9 nascono, muoiono e si riproducono come questi. Sempre come gli uomini, sono chiamati ad obbedire a Dio, possono disobbedirgli e non credere, e saranno ricompensati alla fine dei tempi col Paradiso o con l\u2019Inferno. Il loro ruolo nell\u2019economia della salvezza degli uomini \u00e8 tuttavia marginale. I\u00a0<em>jinn<\/em>\u00a0ribelli (a volte assimilati ai demoni, shay\u00e2t\u00een, i \u2018satana\u2019) possono in effetti costituire una tentazione per certi uomini \u2013 stregoni o indovini \u2013 a causa dei servigi che possono loro offrire. Non possono in ogni caso aiutare molto gli umani, n\u00e9 materialmente n\u00e9 spiritualmente, anche nel caso di\u00a0<em>jinn<\/em>\u00a0virtuosi e credenti. Piuttosto \u00e8 vero l\u2019inverso, poich\u00e9 tutti i\u00a0<em>jinn<\/em>\u00a0sono chiamati a ricevere e a mettere in opera il messaggio divino proclamato dai profeti monoteisti \u2013 Maometto in particolare, esplicitamente menzionato in questo ruolo nel Corano (LXXII, 1-17).<\/span><\/p>\n<p><span>La terza categoria di esseri coscienti \u00e8 quella degli angeli. Il ruolo generale degli angeli nella religione musulmana in relazione al resto della creazione \u00e8 molto paradossale. Il dogma afferma la loro esistenza. Infatti, il Corano attesta a pi\u00f9 riprese la loro presenza e la loro attivit\u00e0. Ma, d\u2019altra parte, il loro ruolo sembra nullo, cancellato. Si tratta, in apparenza, di un ruolo di semplici esecutori. Ad ogni modo, un\u2019analisi pi\u00f9 approfondita permette di distinguere quello che si nasconde dietro la figura multiforme delle apparizioni angeliche.<\/span><\/p>\n<p><span>\u00a0<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ANGES ET ESPRITS M\u00c9DIATEURS &#8211; revue connaissances des religions ANGELI E SPIRITI MEDIATORI Editoriale Jean Moncelon\u00a0La fede di Henry Corbin \u201cTerra-Angelo-Donna\u201d Jacques Bonnet\u00a0Gli angeli nella tradizione<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":3,"comment_status":"open","ping_status":"open","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-3250","page","type-page","status-publish","hentry"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.7 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Angeli e spiriti mediatori &#8211; Association des amis de Henry et Stella Corbin<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.amiscorbin.com\/it\/angeli-e-spiriti-mediatori\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Angeli e spiriti mediatori &#8211; 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